Racconti delle mille e una notte. Versione di Arturo Jahn Rusconi. Con illustrazioni di Edmondo Dulac. Bergamo, Istituto Italiano d'Arti Grafiche, s.d. (ma 1924). Novecento letteratura
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Cm. 29, pp. xix (1), 139 (1). Con una tavola in antiporta e altre 49 splendidamente illustrate a colori da Edmondo Dulac, tutte applicate alle pagine e protette da veline (recanti didascalia). Bellissima legatura in piena tela editoriale con titoli e fregi impressi in oro al dorso e al piatto anteriore, taglio superiore dorato. Trascurabili segni del tempo alla legatura. Esemplare nel complesso fresco e ottimamente conservato. Non comune e ricercata prima edizione de â Le mille e una notteâ nella versione di Arturo Jahn Rusconi. L'edizione è tipograficamente raffinatissima e rimarchevole è altresì il corposo apparato iconografico che si deve alla mano dell'illustratore francese Edmund Dulac (1882-1953). Questo è ricordato come uno dei sui migliori lavori. (per le notizie sull'Autore cfr. Benezit, IV, p. 8). â Le mille e una notteâ (è una celebre raccolta di racconti orientali (di origine araba, egiziana, mesopotamica, indiana e persiana), realizzata nel X secolo, di varia ambientazione storico-geografica, composta da differenti autori. Il numero 1000 può essere inteso in arabo anche nel senso di "innumerevoli", a indicare qui il gran numero di racconti raccolti, e tale valore aveva originariamente: successivi compilatori e traduttori presero questo numero alla lettera e, dividendo e aggiungendo storie, arrivarono a una raccolta che ne conteneva appunto mille. à incentrata sul re persiano Shahriyar che, essendo stato tradito da sua moglie, uccide sistematicamente le sue spose al termine della prima notte di nozze. Un giorno Shahrazad, figlia maggiore del gran visir, decide di offrirsi volontariamente come sposa al sovrano, avendo escogitato un piano per placare l'ira dell'uomo contro il genere femminile. Così la bella e intelligente ragazza, per far cessare l'eccidio e non essere lei stessa uccisa, attua il suo piano con l'aiuto della sorella: ogni sera racconta al re una storia, rimandando il finale al giorno dopo. Va avanti così per "mille e una notte"; e alla fine il re, innamoratosi, le rende salva la vita. La narrazione di questa celebre raccolta procede in blocchi, contenenti altrettante micro-storie, seguendo lo schema delle "scatole cinesi". Molte edizioni italiane sono basate sulla classica traduzione in francese che Antoine Galland fece dall'arabo agli inizi del Settecento, che per prima fece conoscere in Europa questo capolavoro che cela una lunga storia editoriale in tutte le principali lingue del mondo. Cfr. Iccu. . . . . . . 0. .
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